Droghe

    Droghe

    In erboristeria il termine droga non è associato solo a sostanze tossiche ma indica la parte della pianta da cui estrarre il principio attivo; ma andiamo con ordine.

    Il termine deriva dall'olandese "droog" o dal tedesco "troken" che significa "secco, asciutto", spesso in origine associato alle spezie che venivano importate essiccate, e venivano usate più che altro in ambito culinario. Solo successivamente il termine fu esteso anche alle piante officinali grazie agli studi in farmacologia a scopi terapeutici e sperimentali delle spezie. Con il tempo, a causa di alcune piante officinali dalle proprietà neurocardio-tossica, è stato associato al termine un significato di tossico, insidioso, venefico.
    In epoca moderna, il linguaggio corrente ha associato erroneamente il termine a sostanze illegali capaci di modificare temporaneamente le funzioni sensoriali, di dare oblio, o di alterare la percezione della realtà e del nostro corpo.

    Non era possibile generalizzare il termine con "sostanza stupefacente" o "psicotropa" perchè in ambito scientifico ci sono molti fattori e sfumature che caratterizzano queste sostanze, tanto per fare un esempio, solo l'oppio, e gli oppiacei, possono esseri definiti stupefacenti, dato che sono l'unica classe di piante che inducono nell'uomo un espressione di stupore nel momento in cui vengono assunte. Per cui in ambito medico all'inizio il termine droga indicava tutte le sostanze che nel momento in cui vengono assunte tendono a modificare la psicologia, l'umore e le attività mentali dell'individuo. Mentre a livello legale, con il termine droga si intendono sostanze la cui assunzione comportano un danno alla salute e alla percezione.

    Per cui come vedete essendoci diverse sfumature anche nelle stesse convenzioni internazionali di Vienna e di NewYork, si è preferito fare ricorso al criterio tabellare, ovvero, legalmente nei paesi occidentali esiste un elenco di sostanze, sia naturale che sintetiche, che sono considerate "stupefacenti" e prendono il termine di "droga". Per cui questo è quello che la legge e la società associa al termine droga.

    Ma non è quello che noi erboristi intendiamo, infatti come detto all'inizio e come anche viene indicato nella Farmacopea Ufficiale italiana, il termine droga vegetale corrisponde alla parte della pianta officinale da cui dobbiamo estrarre il principio attivo, e deve avere delle caratteristiche ben precise. Che non vi elencheremo in questo articolo per non tediarvi , ma se sarete curiosi, possiamo approfondirlo.

    Per cui tanto per fare un esempio pratico, nella Camomilla comune la droga è costituita dalle calatidi (capolini) disseccate di Matricaria recutita L. ( Chamomilla recutita (L.) Rauschert).

    Per cui tutte le volte che useremo il termine droga sul nostro blog, faremo sempre e solo esclusivamente riferimento alla parte di pianta da cui si estrae il principio attivo.

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